Quanti soldi si possono guadagnare con le scommesse sportive?

Come si calcolano i guadagni e quali sono le regole

Uno dei motivi per cui una persona inizia a interessarsi di scommesse sportive è, diciamola tutta, l’idea che da queste possano derivare dei cospicui guadagni. È vero che delle scommesse sportive si apprezza anche il lato ludico, l’adrenalina nell’effettuare la puntata e attendere per vedere se è vincente, ma la prospettiva di guadagnare dei soldi in questo modo è senza ombra di dubbio il motore delle scommesse sportive. 

Sebbene ci siano dei giocatori esperti che hanno nelle scommesse sportive l’unica fonte di reddito e che vivono praticamente di questo, bisogna essere onesti ed evidenziare il fatto che sia una realtà limitata a un ristrettissimo numero di persone e che a onore del vero pochissime scommesse, ragionando sui grandi numeri, risultano essere vincenti.

Bisogna poi tenere conto di un altro fattore: gli scommettitori professionisti sanno che per guadagnare realmente grandi cifre, occorre puntare sul un gran numero di scommesse date a poco e non su una singola con un’alta quotazione, in quanto le prime sono quelle che concretamente hanno più possibilità di risultare vincenti. 

Vedremo qui quali sono i fattori che contribuiscono a determinare l’importo delle vincite e come questi fattori possano essere studiati per aumentare concretamente le chance di guadagno.

Come sono calcolate le probabilità di vincita?

Nel gioco d’azzardo tradizionale, il giocatore sa in anticipo quali sono le probabilità che un determinato evento si verifichi, e quindi si parla di “scommesse a quota fissa”. 

Nelle scommesse sportive invece le probabilità che un evento si verifichi non possono essere predeterminate, per cui per assegnare a quell’evento delle quote è necessario affidarsi a elaborazioni statistiche, informazioni e conoscenze di vario tipo.

Detto in termini molto semplicistici, tanto più bassa è la quota, tanto più alta è la probabilità che un evento si verifichi, e viceversa.

Vediamo innanzitutto come leggere le quote delle scommesse, in quanto queste possono essere scritte in tre modi: inglese, europeo e americano. In Italia si usa il sistema europeo e le quote sono espresse in forma decimale.

  • Quote europee: espresse in numeri decimali.
  • Quote inglesi: sono espresse in numeri frazionari
  • Quote americane: sono precedute da un segno + o – in relazione a quanto si potrebbe ottenere puntando 100.

Se dobbiamo fare un esempio pratico, pensiamo a un match del campionato di Serie A in Italia, un ipotetico Juventus-Frosinone, con la prima squadra in testa alla classifica e la seconda in zona retrocessione: da cosa dipenderanno le quote?

Innanzitutto, rifacendoci al match di fantasia in questione, la prima cosa che possiamo notare è la notevole differenza nel posizionamento in classifica, questo sposta già di per sé l’equilibrio della scommessa in favore della Juve, ma da solo non basta. 

Ipotizziamo ora che sia l’ultima giornata di campionato, che la Juventus abbia già in tasca il titolo mentre il Frosinone debba necessariamente vincere la partita per non retrocedere: in questo caso le quote potrebbero variare sensibilmente perché entrerebbe in gioco la motivazione delle squadre e la loro diversa spinta per vincere le partite. 

Questo esempio ci fa capire come non sia così intuitivo capire in quale maniera sono stabilite le quote.

Se vi interessa conoscere quali sono le quote assegnate dai vari bookmaker e in che maniera sono stabilite, vi consigliamo di leggere il nostro articolo sull’argomento: 

I margini del bookmaker

Come si può facilmente immaginare, non sono solo coloro che investono il proprio denaro sulle scommesse a sperare di guadagnare, ma anche i bookmaker in qualche modo devono avere il loro introito.

Il guadagno di un bookmaker è ricavato tramite i cosiddetti “margini”, che vengono intascati a prescindere dall’esito della scommessa e che rappresentano una percentuale sulle quote.

Queste somme sono la maggior fonte di introiti per i bookmaker, che in tal modo bilanciano le perdite derivanti dalle scommesse vincenti. 

Capire cosa sono e come si calcolano i margini di un bookmaker potrebbe risultare ostico, soprattutto se non si ha familiarità con questo mondo: per avere ben chiaro l’argomento, vi consigliamo la lettura del nostro articolo:

Il concetto fondamentale da capire sull’argomento, è che più i margini del bookmaker sono bassi, maggiore è il guadagno per lo scommettitore. Per tale motivo è importante quando si decide di effettuare una scommessa sportiva, consultare non solo le quote e la tabella dei pagamenti, ma sincerarsi anche che i margini del bookmaker tramite il quale si decide di investire il proprio denaro siano quanto più bassi possibile.

In linea generale, possiamo dire che un margine del bookmaker che si attesta su una percentuale del 5-6% è abbastanza conveniente per lo scommettitore e quindi potrebbe essere accettabile: nel pratico, una scommessa con un margine del 5% porta nelle tasche di chi punta un guadagno maggiore rispetto a una con un margine del 10 %.

I limiti alle scommesse

Il calcio italiano negli ultimi decenni è stato coinvolto nel triste episodio legato alle scommesse sportive conosciuto come “Calciopoli”, che ha portato alla luce un giro di partite e scommesse truccate in cui erano invischiati interi club anche di serie A.

Per evitare perdite cospicue in situazioni del genere, i bookmaker hanno stabilito dei limiti alle scommesse (anche se piuttosto alti), decisi in base alla popolarità dell’evento e al numero di appassionati che vi scommettono. In questo modo si assicurano che anche in caso di partite truccate o altre truffe, le perdite siano contenibili.

Come vincere alla grande!

La teoria è importante, ma è sicuramente più efficace la pratica per capire come guadagnare dalle scommesse.

Se ragioniamo col sistema europeo avremo che

 (importo scommesso x quota della scommessa) - importo scommesso = possibile vincita netta 

Quindi, ad esempio:

20 x 2,5 = 50 – 20 = 30

Se scommettiamo 20 € su un evento dato a 2,5, vinceremo 50 €, 30 al netto dell’importo giocato.

CASO 1: riprendiamo l’esempio precedente su Juve- Frosinone e poniamo che la vittoria della prima sia data a 1,05 la seconda a 5, e il pareggio a 3,5, e supponiamo che si decida di scommettere 50 € su questa partita. 

Importo scommesso

Quota

Vincita possibile

Guadagno al netto della scommessa

50 €

1,05

Vittoria Juve

52,50 €

2,50 €

50 €

5

Vittoria Frosinone

250 €

200 €

50 €

3,5

Pareggio

175 €

125 €

Vediamo ora cosa potrebbe succedere analizzando le possibili scommesse su 10 eventi:

  • CASO 2: scommettere 50 € su 10 eventi quotati a 6.   In questo caso la quota molto alta fa supporre che le probabilità che l’evento accada siano basse, e mettiamo che si verifichi solo 1 volta. Il giocatore quindi, a fronte di 500 € investiti (50x10) ne guadagnerà 300 (50x6) e, sebbene si tratti di una vincita abbastanza alta, nel computo totale si andrebbe in perdita.
  • CASO 3: scommettere 50 € su 10 eventi dati a 2,5. In questo caso la probabilità che l’evento si verifichi è più alta, e poniamo che accada per 7 volte. Tale situazione permette al giocatore di vincere 525 € (50x2,5) x 7, e di avere un guadagno netto di 25 €.

Qual è allora il trucco? Il consiglio è di puntare su eventi quotati poco, in cui è più alta la possibilità di vincita e di giocare sulla quantità, più che sull’importo scommesso su un singolo evento.

In questo modo si potranno arginare le perdite e avere maggiori chance di vincita, guadagnando anche in termini di adrenalina e divertimento!

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ZMskyuza
ZMskyuza

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